venerdì 30 settembre 2011

MEDIOCRITÀ AUREA.

pubblico con qualche piccolissima modifica, un post che ho letto e mi ha molto colpito. è di Fernando Gamero, autore spagnolo per la TV di qualità. mi permette di regolare i conti con un modo di dire (e di autogiustificarsi) che odio da sempre: l'aurea mediocrità. malamente tradotto in italiano, trasforma Orazio in uno strazio.

*** In ogni ufficio c'è una persona che nessuno capisce perché "è lì". Di solito mostra la sua inettitudine dal primo minuto, eppure resta lì. E tutti si chiedono com'è arrivato/a o, peggio ancora, chi ce lo ha messo/a. Ma bisogna stare molto attenti, perché questi personaggi sono molto pericolosi. Tutte le capacità che non usano per il lavoro, le mettono in moto per destreggiarsi tra i capi. Sono come rettili dal comportamento sibillino e quando si rendono conto che la loro incompetenza diventa evidente, aggrediscono, mordono, avvelenano. E in questo sono veri maestri. Non hanno idea di che lavoro dovrebbero fare ma sviluppano altre funzionalità, dall'adulazione più sfacciata alla ricerca della protezione più vantaggiosa. Tutto quel che non hanno in talento professionale ce l'hanno per infilarsi in tasca l'appoggio di chi fa loro comodo. E ci riescono. Se hai vicino uno di questi personaggi, attenzione. Che non si accorga che tu hai scoperto la mediocrità assoluta: agirà come un animale che si sente con le spalle al muro e attaccherà. Tenterà di convincere i capi ad eliminarti perché da quel momento tu sei diventato una seria minaccia. Sapere più di lui o vedere le cose più chiaro di lui può essere la tua tomba professionale. Certo, sarebbe giusto l'esatto contrario. Ci si aspetterebbe di trovare in ogni posto gente che sa fare il proprio lavoro. E ci si aspetterebbe che i leader (cos'è altrimenti il comando?) sapessero valutare tutto questo. Ma è chiaro che non funziona così. Anzi, conosco sempre più persone che si lamentano dell'esatto contrario. Raccontano di quanti mediocri lavorano al loro fianco. O di quanti capi non sanno quello che vogliono e si circondano di persone assolutamente incapaci. Incapaci che si aggrappano alla sedia. Sento anche molte persone non riescono a trovare lavoro. E' gente valida, molto competente, di talento, in quella cazzo di strada da tanto, tanto tempo. Ma quale capo potrebbe mai apprezzare il loro talento, se è il primo a non averne? Dio li fa e loro si accoppiano. Anzi sembra che i tempi di crisi vadano a beneficio di questa serie infinita B.
OK, sto facendo un po' Norma Rae (atteggiamento sindacalista, NdR), ma ho piene le palle di vedere tanta gente di talento sopravvivere come può, e tanti mediocri scroccare la zuppa degli altri. ***

la foto che Fernando mette è di Mariano Rajoy, un uomo politico davvero peculiare. non avendocela mai fatta a risultare credibile in alcunché, rischia di cogliere oggi i frutti del disastro Zapatero e diventare futuro Presidente del Governo Spagnolo.
il disastro - si noti bene - non è JLR Zapatero, uomo adelantado che paga, oltre alla congiuntura negativa le colpe, ritardi e omissioni non solo suoi ma di papisti, lobbysti, ipocriti, affaristi che, come gli uomini le bionde, preferiscono Rajoy.
il favoloso Rajoy viene anche aiutato da un lifting mediatico per apparire moderno e seduttivo (vedi sito web). e riceverà un assist anche dagli indignados che, arrabbiati giustamente, non voteranno più per i "traditori" Socialisti (mentre quelli di destra e i retrogradi non dimenticano mai di andare a votare). oltretutto la legge elettorale spagnola punisce le formazioni nazionali più piccole per avvantaggiare i partiti nazionali (e quelli forti nelle singole regioni autonome). e tutto a Madrid si ricompatta intorno ai 2 grandi blocchi manichei destra/sinistra.
tanti auguri, España mia, España in fiore.

e Fernando Gamero è spagnolo, ma la mediocrità che racconta e assurge a valore è un fenomeno universale. e per la mediocrità la TV può fare miracoli: macchè P2 o Mafia, il vero Colpo Grosso per Silvio Berlusconi è stata la mediocrizzazione telecomandata del Paese, con feste paesane e cucina di paese imbalsamate su Rete4 da Davide Mengacci e Rosalinda Celentano. abbassare il minimo comun denominore!, senza paura!, e intorno mettiamo programmi per tutti i gusti! diamo anche un po' di soldi ai comunisti dello Zelig!

tra poco tempo adesso tocca agli spagnoli, ma l'Italia non è lontana. anzi, per chi ha visto Silvio Forever non c'è proprio nulla da invidiare ai nostri cugini.
siamo noi il miracolo mondiale della mediocrità. e c'è da immaginare un futuro. la mediocrità (ossia l'ottimale moderazione nel gioco al ribasso) continua, mentre uccide l'intelligenza e diventa canone. forza Mariano.

sabato 27 agosto 2011

BELGRADO, E IL POCO OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO.





















la campagna pubblicitaria del Comune di Belgrado fa storia.
prima di tutto perché è civiltà VERA: invita a pulire i marciapiedi dalla cacca dei quadrupedi pelosi (come già fecero Elio e le Storie Tese con l'indimenticata "Cani e Padroni di Cani": è il migliore amico tuo, non mio quando la tolgo col bastoncino o mi sporca la moquette appena messa dell'appartamento nuovo... come successe a me con la mia prima casa in affitto, anni fa).
questa reklama rievoca un modo da dire da bar che mi faceva accapponare la pelle quand'ero adolescente "il culo sarà la figa del Duemila". perché intuivo (o mi auguravo) che non era solo spacconeria sporcacciona ma conteneva una verità. anzi era una profezia.

il Comune di Belgrado ne approfitta. oltre al parellelo tra culo umano e culo animale, fa un'operazione più sottile, facendo leva sul fatto che proprio lì -dall'indifeso didietro- vuole trovare soddisfazione, piacere -e illusione di dominio assoluto- il maschio. in questo non fanno differenza omosessuali ed eterosessuali, diciamo che gli omosessuali fanno giocoforza uso maggiore di questo desiderio. ma la pornografia uomo/donna e ora la pubblicità della nettezza urbana suggeriscono che ci si aspetta grandi piaceri dal terzo occhio.

il Comune di Belgrado con i 4 soggetti della campagna è inappuntabile: ricorda che il cane è tema centrale, ma il problema riguarda tutti, ricchi / stilosi (gonna chic a tubino), poveri o casual (gonna larga e più confortevole) ... e anche gli uomini. ed eccolo, invitante (piacesse il genere) culo d'uomo. versione 2011 con le mutande a vista (che in Andalusia li chiamano "pantalones cagaos" perché scendono cone se te la fossi fatta addosso)

eppure Belgrado è città segnalata per rischio omofobia manifesta: per il prossimo Pride del 2 di Ottobre si mantiene segreta la località per impedire a naziskin, hooligan e mostri vari di organizzare aggressioni (tipo quella messa in atto allo Stadio di Genova qualche mese fa con l'energumeno tutto tatuato che si era nascosto sotto il camion).

speriamo nella civiltà, facciamo i nostri migliori auguri alla Polizia della Repubblica di Serbia e confidiamo nel culo.



domenica 21 agosto 2011

RITORNO NELLA CITTÀ DI NESSUNO.

avrei potuto restare qualche giorno di più in Spagna, ma sono tornato il 20 agosto 1. perché Claudio tornava per una riunione: y los dos (noi due) somos matrimonio, come dicono in Spagna di noi 2. e poi perché volevo arrivare prima, ricominciare con calma... ricerca del lavoro, ristabilire il ritmo di vita in città (voce della coscienza cosa fai in vacanza? che fai, vai sulla spiaggia? foss'anche per andare a Benidorm su invito de La Prohibida per un suo show, il problema da risolvere è qui. senso e ordine devo trovarli a Milano... sarà un anno duro).

bene (anzi no): il primo poster pubblicitario che mi ha accolto in metropolitana a Milano è quello dell'invito del PD alla festa sua che prima si chiamava Festa dell'Unità. quest'anno avrebbero potuto chiamare la festa con quel nome glorioso (se non altro in onore all'Unità d'Italia, avendo anche come visuale del manifesto una biglia tricolore)?
ma que no que no... non ci arrivano.

io non so come si possa aver dato il briefing, ideato, approvato e realizzato senza vergogna un manifesto così.

arrivo in una città vuota, violentata dal caldo e vuota, con servizi e regolamenti pubblici ...ai quali è il pubblico a fare un servizio, chiudendo gli occhi per quanto fanno schifo.

i mezzi pubblici ATM prima di tutto: linee e percorsi spostati con cartellini ridicoli appesi alle fermate. sei quasi sempre l'unico italiano sul tram, sul bus o nella metro. in tutti i mezzi una cretina dall'altoparlante informa che aumenterà da settembre il prezzo del biglietto. pensi che daranno colpa a Pisapia, gli sciacalli e i senza memoria uniti.

tutto in città è lasciato all'uso, all'educazione e alla buona volontà dei nuovi immigrati. stendiamo un pietoso velo su quanta educazione e civismo siamo stati in grado di trasmetter loro in quanto a regole di vita comune... anzi, nello sfascio e abbandono generale viene da pensare che siamo fortunati se "zingari", "marocchini", "cinesi" o "sudamericani" sono stati tutto sommati ben educati al paese loro. si noti che molti hanno bambini nelle carrozzine, qui nel paese a natalità sottozero. forse dovemmo pagarli per questo.

Milano è la città di nessuno, abbandonata come un giocattolo rotto nelle mani dei poveri perché i milanesi devono scappare. non è un'eccezione, certo: ma in agosto il caldo soffocante sottolinea e sancisce in modo straniante e grottesco la stratificazione della povertà e del degrado. i milanesi poveri restano chiusi in casa (facendo finta di andare via una settimana, magari con un prestito) e gli italiani nuovi restano padroni della città smembrata.
penso alla banda di masnadieri, faccendieri e procacciatori di truffe che ogni week-end e per tutto l'anno DEVONO scappare da Milano (se chiedi loro perché, "è una città brutta" li senti anche dire e pensi che se dicono "scappo", lo fanno come malviventi). per il fatto di essere accomunato a questi trafficoni, che sono stati anche padroni di Milano per 15 anni!, provo vergogna anche per il mio bisogno di vacanza in agosto.

dice mia madre che nei quartieri popolari sono chiusi tutti i negozi tipo panettiere: non c'è più la regola secondo cui - almeno per i generi di prima necessità - bisogna stabilire di turni. li hanno cancellati le amministrazioni di destra, aggiunge.
per comperare il quotidiano, mi ha spiegato, bisogna andare... al supermercato! scopro che anche tabaccai ed edicole (per i biglietti del tram!) sono chiusi secondo piacere e volere degli esercenti.
quando ho visto in piazza General Cantore 4 malcapitati turisti stranieri (avevano la cartina di Milano del SightSeeing Tour) non avrei MAI voluto essere al loro posto, MAI.
si guardavano in giro spersi e increduli. avrei voluto dire loro qualcosa, anche solo fare un saluto, ma non mi hanno chiesto niente.

bene. nella città di nessuno il Partito Democratico, più grande partito italiano di opposizione, da settembre in poi lancia la sfida verso il futuro come un gioco a biglie. peccato che il futuro sia quello della città e le biglie gliele tireremo noi.

proprio vero che se abbiamo vinto le elezioni con un trionfo è stato grazie a candidati non designati da loro (Pisapia, De Magistris e Zedda).
e nella città devastata dal malgoverno non vorrei proprio Giuliano Pisapia se -con tutto quel che deve mettere a posto- vede il proprio referente #1, l'ex Partito Comunista Italiano, giocare a biglie.

martedì 12 luglio 2011

PERDONATE MILANO.

la pubblicità celebra spesso il luogo comune, e quando ci sono spot che mi fanno schifo, pena e compassione perché oltre il luogo comune non riescono ad andare, penso che magari avevano finito le idee, e nel paese dei 100 campanili tappare il buco una romagnola, un romano, un napoletano o un siciliano è un male minore (più difficile che si trovi simpatico il piemontese, lì sarebbe la sfida di vera creatività).

se però c'è un dialetto che non mi piace venga usato è il mio: il milanese.
già mi dà fastidio quando si fan passare da milanesi quelli della Lega Nord che notoriamente sono brianzoli o bergamaschi o altre zone ma di Milano no (roba da albero degli zoccoli, che non a caso molti di loro chiamano zoccole).
ma in pubblicità NO. già dovevamo vergognarci di essere milanesi fino a Pisapia, dato che invece dell'altruismo onesto milanese eravamo diventati simbolo della rapacità finto tonta. ma l'esibizione del baüscia in pubblicità mi fa proprio pensare che la pubblicità come "arte" sia proprio a fine percorso. quello che negli anni 70, 80 e anche 90 era un territorio di sperimentazione, la scrittura per sintesi, un innesto di poesia o emozione sul commercio, oggi è un cimitero. batte cassa e vola bassa.

la colpa è certo della grisi mondiale, ma in Italia è decisamente peggio (come testimonia ogni anno il Festival di Cannes) vista la sconsiderata importanza data a ripetizione e frequenza dei messaggi rispetto al contenuto, cavallo di Troia, e regalo della TV privata. per vigliaccheria o per convenienza non si è ancora scritto quanto Mediaset prima e RAISET poi abbiano distrutto la qualità delle pubblicità in Italia (e mandato in fallimento, con il discount di servizio alle aziende, decine di case di produzione indipendenti... altro che creare posti di lavoro!).

se la reklame conta e ispira sempre di meno (20 anni fa c'era chi pensava fosse più bella dei programmi!), adesso vive no problem il ruolo di tortura necessaria e non ha più vergogna di niente: la tracotanza può diventare contenuto e forma insieme: così la baüscia (per i non milanesi, la saliva) inondare da Cologno Monzese l'Italia, estendensosi fino alla pubblicità radio che finora ha goduto di un margine di libertà relativamente maggiore.

ha iniziato 2 anni fa la Skoda Yeti con il tormentone "Ga el SUV" che quest'anno - con un ritardo che la dice tutta - sono riusciti a premiare nella manifestazione di categoria chiamata Radiofestival (dove i pubblicitari oltre a cantarsela e suonarsela se la premiano).
e siccome da noi la storia di ripete prima in tragedia e poi in barzelletta, è ora in onda la pubblicità radio di un'altra auto, Suzuki Swift, dove il proprietario bofonchia e spacconeggia per poi invitare il povero posteggiatore a cercare un posto "sì... ma di lavoro!".
il tono di voce diventa una pietra al collo per la qualità aspirational che l'auto vorrebbe avere e senz'altro i costruttori/importatori giapponesi non sanno che più in basso di così c'è solo Scilipoti.

si diceva un tempo " la pubblicità è l'anima del commercio". si poteva dargliela ancora, un'anima.

venerdì 17 giugno 2011

A ME SEMBRANO BELLISSIMI.

è la giunta di Giuliano Pisapia.
me l'avessero detto 3 mesi fa non ci avrei creduto: donne in prima fila e i partiti "al servizio", in un cambiamento collettivo che non potrà essere "locale".

il vento ha soffiato forte in tutto il Paese, e nulla potrà più tornare ad essere come prima.
"Milano libera tutti" si è letto, e qualcosa c'è di vero c'è se "persino" Milano dice basta, come la racchia che si accorge forse un po' tardi di essere stata fregata.
la ex "capitale morale d'Italia" era diventata negli ultimi 20 anni un guazzabuglio di privilegi arido come l'ultima capocomitiva Mestizia Moratti (ma non dimentichiamo il suo predecessore, del genere squallido forte). mi faceva vergognare che Milano fosse esempio e paradigma del peggio, e temuta o invidiata per questo.

ora invece fa effetto che risentire parlare di politica nei bar e per le strade, sembra di vedere più sorrisi e meno prepotenza, si ritrovano amici e si fanno progetti, abbiamo smesso di sentirci monadi isolate con 4 sfigati come noi*.
è incredibile, siamo la maggioranza, anche se è una maggioranza imprevista con un mare di umanità varie, non ben classificabili per età, per censo o altro. c'è la sinistra giovane e web, arricchita dell'approvazione della borghesia o dell'imprenditorialità oneste e dalla tenacia di una comunità cattolica che non si riconosce in Comunione e Fatturazione. molti vorrebbero "fare qualcosa" e nasce un'urgenza civica. il tutto molto luterano, "alla milanese": senza troppa fretta perché si deve fare bene.

tutti si prendono molto sul serio eppure ci scherzano sopra. tutti ricordano le parole di Giuliano Pisapia quando ha parlato in piazza del Duomo appena eletto: "non lasciatemi solo". we won't. e il risultato di ben 9 referendum in città (!) aiuta: apre la strada ad un modo d'intendere la vita comune (più mezzi pubblici, più verde).
farà notizia che per la prima volta il Sindaco di Milano offre il patrocinio al Gay Pride, nella città che con gli omosessuali ha fatto i soldi ma li preferiva faccendieri, cretine o maniaci sessuali nei locali chiusi. abbiamo resistito con dignità al disprezzo e all'indifferenza, come ha detto con stima Giuliano quando ha incontrato la comunità glbt xyz qualche mese fa (l'unico che ha accettato l'invito di "Milano siamo anche noi") e ci ha chiesto il voto.

oggi io mi sento un cittadino. ed è un percorso totalmente nuovo, nel riabituarsi collettivo all'interesse pubblico e al rispetto delle regole (la sfida sarà farle rispettare agli strafottenti). forse riusciremo anche in imprese impossibili: ad esempio capire a cosa servono i Vigili Urbani (negli ultimi anni trasformati in pistoleri ma assenti quando si rompeva un semaforo). oppure come fare bene la raccolta differenziata senza buttare via quasi tutto nell'indifferenziato. così forse i nuovi italiani potranno vedere che qui non vige la legge del più forte o del più furbo.

Milano può tornare ad essere la città "prima fai il tuo dovere, poi chiedi (e pretendi che siano rispettati) i tuoi diritti". è la città che ti accetta perché lavori. città aperta e giusta, senza possibilità di separare i 2 aggettivi. e dobbiamo aiutare come possiamo, è il miglior regalo che possiamo fare alla fatica dei nostri padri - guarda caso- nel 150° dell'Unità d'Italia.

insomma mi sembra di vivere in un posto davvero interessante del pianeta.

* me lo predisse qualche mese fa Luisa Muraro (donna per me importantissima, femminista con la parola magica). presentata da un'amica in una sera di mio scoramento, mi disse "non perdere la speranza, nulla va perduto, c'è il fiume carsico"... che è arrivato, anzi si è rivelato essere uno tsunami morale.

mercoledì 15 giugno 2011

NO AL TERRONISMO. UN PUNTO DI VISTA MILANESE ATTRAVERSO I VAPORI DI UN BAGNO TURCO.

siccome ha vinto Pisapia ovvero la gentilezza pragmatica milanese e quando mi vinco mi sto sul cazzo da solo, e soprattutto non c'è mai troppo tempo da perdere, faccio un brutto lavoro. pulire sotto i letti non piace ma si deve fare, ogni tanto.
e passo a un lato B del progressista lombardo, ossia di chi capisce le ragioni profonde della Lega Nord. la vuole combattere e cancellare dalla faccia della Terra (o respingerla in Brianza) ma capisce che le ragioni ci sono.
leggo su La Repubblica di oggi che i leghisti non voglio più insegnanti meridionali nelle scuole del nord... fammi leggere bene. in realtà vogliono premiare gli insegnanti che restano a lavorare vicino a casa. perché no? perché no.
a parte la totale demenza de Albero degli Zoccoli che non fa venir in mente a questi trogloditi camuni di premiare un insegnante inglese o spagnolo o africano!!! per lavorare qui (semplicemente perché pensano di non essere all'altezza)... qualcosa mi si agita dentro. penso che in effetti ci sono tanti ragazze e ragazzi del Sud disposti a fare strada e venire a Milano per lavorare. poverini? non credo, viaggiare è anche uno stimolo. certo, se si fermano qui mi fanno pena, anzi non li voglio.
a giudicare dal tenore medio dei discorsi di tante ragazze e ragazzi acefali nel bagno turco della mia palestra, molti scappano dal paesello -funestato dalla famiglia, dal prete, dalla mafia, dalla disoccupazione, dallo sguardo castrante dei vicini etc etc- per venire qui (facendo spreco dei soldi dei genitori) e arenarsi negli happy hour (dopo molti dei quali la tua salute sarà per sempre irrimediabilmente rovinata) o vivere -con lo stipendio di un misero call center o di altro lavoro dove i soldi sono del tipo "tutti e subito" manco fossero rumeni. NON MI VA BENE.
l'altro giorno ho sentito proprio il discorso tra due sceme che -finita la scuola. potevano tornare a casa a mangiare la burratina (sic), a fine luglio perché poi arriva il casino. il discorso è poi continuato con la prova costume, un giro da Zara o H&M (naturalmente nel bagno turco si dovrebbe osservare il silenzio).
ho pensato "sono queste qui le maestre dei nostri figli?". al meno fossero lesbiche (o gay) e mettessero in scena l'amore dello stesso stesso nelle scuole elementari e medie pubbliche (ma non mi sembra si possa). no, vengono qui a svernare in attesa di un domani che non si sa, e forse non importa neppure... uè, non ci sono più neanche i meridionali di una volta!
propongo: paghiamo loro il supplemento e mandiamoli da un'altra parte. forza!
io sono cresciuto sentendomi europeo, e ho dovuto lottare per imparare altre lingue e aprirmi la testa altre culture e punti di vista. continuo a farlo con piacere.
se devo pensare che i miei bambini li debbano educare gli espatriati col centimetro, forse no.

giovedì 2 giugno 2011

... E LA MILANO VERA.

i pubblicitari e le Pubbliche Relazioni, la gente che si occupa di eventi o di internet: una marea di psicotici e bugiardi egoriferiti (ne faccio parte, perciò parlo). queste però sono anche le doti "aspirational" su cui la destra ha fatto leva e che erano diventate un "valore" per stabilire la vergogna di esser povero o esser se stesso che ha sancito il primato di Berlusconi e distrutto la Milano buona (calvinista, cattolica, comunista, pragmatica, sgobbona o ingenua che sia), con la benedizione di D'Alema e di chi lavorava per il Vecchio Ritoccato. dunque fare la comunicazione per Pisapia era come un corso di buona educazione con il surf sulle onde.

ma finalmente li abbiamo fregati, ed è successo QUI a Milano, e posso scriverne. la strategia della finzione (ottima sintesi!, non mia) è crollata. possiamo provare provare a (ri)costruire una Milano e un'Italia civile.

persone come Paola Giulietti e com.unico che hanno tenuto la barra (ho vergogna a scriverlo, conoscendo il pudore della mia amica de toda la vida). devo però farlo perché lo penso dai primi giorni della campagna, vedendo come faceva leva sulla profonda umanità e "imperfezione" di Giuliano (con quel dente un po' storto visibile, segno dell'uomo che ascolta e sa sorridere). e ho notato come in seguito non si accettava MAI la sfida al litigio (che avrebbe trasformato il tutto in una rissa da stadio), spostando l'asse tematico e valoriale sul vento (che fischia - ispira - libera l'aria a purifica E CAMBIA) o sulla forza gentile (Pisapia parolificato, per chiunque lo ha visto di persona).

in comunicazione il merito non è MAI solo del pubblicitario ma anche e prima di tutto del prodotto o servizio. in politica questo "prodotto" è lo spirito: per questo i pubblicitari attenti ai premi del festival di Cannes o di Paderno Dugnano con la politica non s'incontrano quasi mai. e la Giulietti invece sta bene nella mia galleria con Jacques Seguela (Mitterand) o i Saatchi (anche se per la Thatcher) o Shepard Fairey (per Obama) con le dovute distanze e differenze.

nel multimedia e nell'inquinamento d'informazione che ci circonda s'interpreta la società, si deve tenere la barra e si segnalano le vie di reazione ai 20 milioni di euo (!!!) della poco signora Mestizia Moratti. così in un mare di arancio e d'ironia decostruzionista (alimentata dai più giovani, a loro vogliamo lasciare tutto) sono per sempre finiti i concerti di Bryan Ferry (poveretto) che avevano come pubblico 4 ragazzine/i tamarri di Quarto Oggiaro che ballavano con le collanine fluo (comparse pagate) o l'invasione di volantinatori a Orticola che regalavano mele o rose (comparse pagate) o i finti zingari, insomma tutta la m umana di Berlusconia.

se qualcuno ha rimesso insieme la Milano che vale, in nome del vento (e del doppio arcobaleno)... GRAZIE. grazie Paola.

aneddoti.
* tensione pre-risultati. la mia amica Giusi che era tornata a Milano da Barcellona per votare passa da casa mia, ritira la t-shirt cult di Mangoni e mi porta a conoscere una sua amica che abita a 50 metri da me (!!!) che ospita un ragazzo libanese di passaggio che vive anche lui a Barcellona, Miguel chee parla un numero di lingue inimmaginabile. passiamo un'ora a parlare bene (e anche male) di Italia, Catalogna e Spagna, di politici e indignati, di occidente e mondo arabo che tanto diverso da noi NON è. miracolo arancione #1.

* sul tram 14 che ci portava a festeggiare in piazza Duomo lunedì 30 c'è una ragazza che sventola la mano (vedendomi arancionato) e abbiamo poi fatto dibattito sul tram con uomo vestito da executive, sciura con la borsa della spesa e altri. la ragazza era Cecile, la scrutatrice che il giorno prima non sorrideva ed era poco entusiasta di stringere la mano a Berlusconi che votava e lui l'aveva sgridata. attenzione, mica conoscevo Cecile: miracolo arancione #2.

* ore 19, sempre di lunedì. all'Arci Gay Andrea Pini presentava "Quando Eravamo Froci" un libro bellissimo sulle mutazioni dell'ignoranza e del pregiudizio verso gli amori non classificati che cataloghiamo soto la voce "omosessualità". insieme a lui c'erano Corrado Levi, Gianni Rossi Barilli, Giovanni Dall'Orto... per dare una mano ai giovani dell'Arci Gay e dell'Università Statale a riprendere la parola. quando il ragazzo che introduceva il dibattito ha avuto esitazione nel sottolineare che la coincidenza era magica con il giorno che "aveva vinto... ", Corrado e poi io abbamo detto "dillo! ha vinto la sinistra ... e non sei omosessuale sei cittadino!" miracolo arancione #4.

* al dibattito sono arrivato col tram 27 dove una signora un po' tonta parlava al telefonino a voce alta, confondendo - con chi parlava all'altro capo della linea - la parola "lezioni" con "elezioni". tutti ridevano della sua invadenza (urlava): ma anche in questo senso vedevo una bonarietà particolare tornare a Milano. la tipa era matta e chiassosa ma tutti ne ridevano. a un certo punto il tramviere parte a fischiettare "Bella ciao". incredibile. miracolo arancione #3.

* piazza Duomo dalle 17 in poi di lunedì 30 non si svuota mai, anzi. si riempie di continuo, solo scende di continuo l'età media dei partecipanti alla festa per Pisapia sindaco. tanta gente, di tutte le età e tutti i tipi, apparentemente estinti. quasi tutti molto educati e composti, insomma milanesi. dov'erano finiti, mi chiedo? forse è finita la farsa, si è rotto lo specchio menzognero. miracolo arancione #5.

* 0re 23.40 sul tram che ci riporta a casa troviamo due giovanissimi, e il maschietto chiede a Claudio se gli regala la trombetta. Claudio risponde NO, e l'altro "dai...". Claudio "NO". il ragazzino "perché?", e Claudio "se no la usi qui sul tram...". il ragazzino "cosa c'è di male, qui sono tutti addormentati e magari si svegliano...". la sorellina dà ragione a Claudio, spiega che il tipo è difficile da controllare, che lei ha 14 anni (!!!) ma lui solo 10, poi va avanti a spiegare che la gente va svegliata parlando, non suonando le trombe. che lei ama il modo, parla già 7 lingue (mi ricordo rumeno, rom, italiano, spagnolo, inglese e indiano). le chiedo "...indiano? e perché?" mi risponde "non lo so, piace, mi interessa, è magico ma posso impararlo solo vedendo i film registrati perché qui si parla poco. appena sale uno che sembra indiano sul tram provo a parlare". in quel momento sale un signore di colore e lei si rivolge a lui in inglese, come a dimostrarlo, ma lui scostante rifiuta e lei continua in spagnolo. lui risponde sorridendo: è di Cuba, lavora all'università e insegna non so che. lei "ah Cuba, el mar... que bonito.. que lindo!!!"
scendo dal tram augurandole "suerte" con il gimme five, buona fortuna soprattutto col fratellino a cui regaliamo finalmente il clacson portatile. è ZINGAROPOLI davvero, ed è il futuro. se i nostri adolescenti non si svegliano, questi hanno il mondo in mano. miracolo arancione #6.

* mi sveglio il mattino dopo, non mi sento più in un posto estraneo. miracolo arancione #7.