Ci sono momenti unici e irripetibili, totalmente inaspettati, che non paghi nulla e sono il più grande piacere della vita.Esco qualche ora fa dalla visita con l'analista dopo aver parlato, tra tante cose, proprio di questo tema e mi incammino verso casa (ore 20,40 circa). Passo a fianco di giardinetti con parco giochi e gente che piscia il cane, in una piazzetta parellela a via Washington (Milano). Accendo il lettore mp3... e cosa ti parte?
Da un disco che possiedo in cd, in vinile di stampa giapponese (quando si dice fan, si dice fan) e naturalmente in mp3 e che ogni tot anni da quando sono adolescente mi ricattura, "Sweet Revenge" di Amanda Lear, comincia "Enigma".
E' una delle mie preferite -anche se di quel disco "le preferisco" tutte o quasi-, penso a Claudio che ha trovato ridicola Amanda Lear quando in un'intervista TV qualche giorno fa le han chiesto perché non aveva avuto bambini e lei ha risposto "per la carriera".
Sopra pensiero, canto a voce alta e imitando il tono di Amanda "Give a bit of mmh to me...". Davanti a me una donna sui 35 si blocca. Quasi le leggo l'incredulità negli occhi anche se la vedo da dietro: si gira e mi scoppia a ridere in faccia con una complicità fragorosa e incredula.
Ancor più stupita perché col caldo che fa io sono lì vestito in maniera formale, con la giacca.
Senza esitazioni capisco che non ride a caso, che è finocchiara di platino, e le dico "Più di cantare Amanda Lear a voce alta per strada..." e lei finisce "...no, non potevi!".
Meno male che ci sono le ragazze, questo tipo di ragazze.