Film straordinario, di un genere -kolossal storico di ripensamento- un po' fuori moda. Alejandro Amenabar tratteggia l'umanità come un formicaio dove si commettono ingiustizie enormi, e dove il pensiero è sempre e comunque destinato a difendersi. Pessimista ma vero.Quel che ha più colpito me è l'uso subdolo che la setta dei Parabolani, ma meglio sarebbe dire Paranoiani, fa del martirio di Cristo per lavorare sul patetico e sulla compassione cercando proseliti, salvo poi trasformarsi in un corpo poliziesco manicheo e persecutore.
Quest'ambivalenza è il motivo dell'adozione del Cristianesimo come religione di Stato nell'antica Roma. E' comoda una religione di stato dove il profeta figlio di Dio è sacrificato.
Permetterà anche nei secoli successivi di chiedere la fede (poliziotto buono e poliziotto cattivo in una sola figura) ai popoli massacrati nelle colonie.
Per quanto misogine o demagogiche o infide siano tutte le religioni (tentativo di fare i conti col dolore dell'esistenza), e in particolare quelle monoteiste con il loro Dio Padre Padrone, l'approccio cristiano, poi perfezionato dai cattolici romani è un mix perfetto.
E al cinema l'altra sera mi sono sentito orgogliosamente Pagano.