sabato 21 novembre 2009

LA POESIA CI GUARDA, E HA PENA DI NOI.

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E' un film davvero unico per contenuto e struttura, da ieri su grande schermo a Milano. Spero si riesca a vederlo ovunque nel mondo, ma soprattutto è ai milanesi (e a me in quanto tale) che il film in primo luogo si rivolge.
Dice che a Milano non c'è bisogno di poesia, che non ha tempo per queste scemenze. E che Milano se ne frega senza neanche metterci troppa cattiveria, come se l'indifferenza fosse -nel positivo e nel negativo- il tratto distintivo dello stimmung di quest'operosa città, la stessa che riesce a cacciare sottoterra o trasformare in fogna qualunque corso d'acqua o laghetto. Eppure della poesia c'è bisogno, e mandarla sottoterra può solo far marcire le fondamenta o le cantine come infatti l'acqua fa, a Milano.

La poesia è medicina sociale, e insieme l'unico modo per esprimere il senso più personale dalla vita. Il film lo argomenta con una struttura narrativa articolata, onesta e inquietante dove si integrano 3/4 piani diversi.
C'è innanzitutto la ricostruzione della visione poetica di Antonia Pozzi, attraverso le sue parole: una ragazza benestante che nell'Italia prefascista vedeva e sentiva cose inadatte a una brava ragazza. Vederla nelle foto o filmini con amici e familiari, sapendo che è lei ad aver scritto quelle poesie o fatto quelle foto, lascia davvero senza parole. C'è poi la diffusione militante di poesia da parte del Gruppo H5N1, giovani universitari. E c'è la ricerca di Maria, la cineasta che rappresenta il punto di vista della regista e stimola il raccordo tra i diversi piani, con un'intensa riflessione sulla possibilità di espressione femminile.

E soprattutto c'è Milano che prosegue, giorno dopo giorno, in non si capisce bene che cosa: indifferente ad Antonia, a Marina Spada, a me che scrivo e a chi legge. Indifferente alla vita che ospita.
Alla vigilia dell'Expo (raccontavano ieri sera al cinema Mexico) un film che dà visibilità a Milano attraverso una delle sue voci più belle, ha dovuto pagarsi tutto: ad esempio il noleggio del tram utilizzato nelle riprese per portare la voce di Antonia in città, le riprese in Metropolitana, e addirittura la presenza nella Biblioteca Braidense dove Antonia andava con le amiche.

Davvero patetici i funerali pubblici piagnoni per Alda Merini: se il Paradiso esiste, Alda starà facendo pernacchie in direzione Navigli, insieme ad Antonia. RIFAMMI DEGNA DI TE, POESIA CHE MI GUARDI.

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